Terza Guerra Mondiale profezia di Giulietto Chiesa
Se persino un personaggio come Henry Kissinger, noto guerrafondaio e artefice di veri e propri colpi di Stato, giunge a certe conclusioni, significa che siamo ormai vicini al punto di non ritorno: l’apertura di un conflitto nucleare.
Kissinger, 99 anni, è stato diplomatico e storico consigliere di Stato dei presidenti Nixon e Carter.
Non si registravano tensioni così elevate tra Stati Uniti (oggi con la NATO) e Russia (un tempo Unione Sovietica) dai tempi della crisi dei missili di Cuba del 1962.
Oggi la situazione si è aggravata con l’annessione di quattro regioni ucraine da parte di Mosca, dopo un referendum contestato.
Secondo la dottrina strategica russa, questi territori vengono considerati parte integrante della Federazione. Di conseguenza, un attacco contro di essi potrebbe giustificare l’uso di armi nucleari.
Molti analisti ritengono plausibile l’impiego di armi nucleari tattiche, ossia con capacità distruttive limitate ma potenzialmente devastanti.
Da osservatori esterni, la preoccupazione per questa escalation non può che crescere, soprattutto considerando che, negli ultimi anni, non si è fatto nulla per prevenire questa guerra.
Diciamolo chiaramente: non siamo né con la NATO né con Putin. Quest’ultimo, tuttavia, ha dato inizio al conflitto invadendo l’Ucraina, compiendo un atto di guerra inaccettabile.
Per capire come si sia arrivati a questa situazione, però, è necessario analizzare le cause che hanno spinto la Russia a una decisione tanto estrema.
Per farlo bisogna tornare indietro di qualche anno.
Chi in passato lanciava avvertimenti su un rischio di guerra veniva spesso etichettato come complottista.
Un esempio è Giulietto Chiesa, giornalista e analista politico, che aveva previsto uno scenario simile già molti anni fa.
Nel 2014, Chiesa parlava esplicitamente del pericolo di una guerra mondiale che avrebbe avuto origine dalla crisi tra Russia e Ucraina.
Quella crisi si sviluppò attraverso varie fasi:
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la rivoluzione di Maidan,
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la fuga del presidente eletto Viktor Janukovyč,
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la caduta del governo di Mykola Azarov,
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il ripristino della costituzione del 2004,
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l’insediamento di un governo provvisorio guidato da Arsenij Jacenjuk,
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l’abolizione della legge che riconosceva il russo come lingua regionale ufficiale,
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le elezioni presidenziali anticipate, vinte da Petro Porošenko il 25 maggio 2014,
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infine, la Russia prese il controllo della Crimea.
Secondo Chiesa, i media occidentali raccontarono quegli eventi in modo distorto e fazioso.
Evidenziava come quel colpo di Stato fosse stato organizzato grazie a un investimento di circa cinque miliardi di dollari, senza che nessuno sottolineasse un dato cruciale:
i due partiti che ne uscirono vincitori, Svoboda e Settore Destro, erano apertamente di estrema destr

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