Esplode la rivolta dei molti (poveri) contro i pochi (ricchi)

Sono a Bucarest (salario medio meno di 450 €) e vedo la CNN che mostra la carta del pianeta con 20 paesi in tutti i continenti in cui sono in corso manifestazioni di massa contro i rispettivi governi. La graziosa conduttrice appare sorpresa. E non dovrebbe. Gli Stati Uniti sono nel gruppo dei primi dieci paesi per gravi diseguaglianze sociali. È presto per dire se siamo di fronte a una epidemia vera e propria di crisi politiche. Ma una cosa mi sembra certa: il neoliberismo sfrenato ha ammazzato anche il “capitalismo compassionevole”. La rapina globalizzatrice sta superando il livello di guardia dappertutto. Il ceto medio sparisce lentamente perfino nelle società affluenti. La polarizzazione sociale tra troppo ricchi e crescentemente poveri è un elastico sempre più teso. E non ci sono cose che si possono tendere all’infinito. Nemmeno da noi, in Italia e in Europa, che ancora viviamo delle “riserve” accumulate negli ultimi decenni. Quando si esauriranno — e si stanno esaurendo — saremo anche noi nel caos.

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