IL PUNTO “Chi di referendum ferisce, di referendum (forse) perisce”
Alta velocità Val di Susa: Giulietto Chiesa avanza l’accusa
Nel difficile dibattito attorno alla cosiddetta alta velocità Val di Susa, il giornalista ed ex parlamentare europeo Giulietto Chiesa lancia un’accusa netta: “Un’opera inutile, dannosa e ideata per arricchire poteri forti”. Una battaglia che, nelle sue parole, non è locale ma assume portata nazionale.
“Un triste momento d’Italia”
Secondo Chiesa, quanto accaduto a Torino — con piazze piene dietro alle “madamine” e alle sette “marionette” — rappresenta “un triste momento d’Italia” perché alle spalle si muovono interessi e poteri che trascendono il mero contesto locale.
Sottolinea che non intende schierarsi con il Movimento 5 Stelle, pur ammettendo che “questa volta hanno ragioni da vendere”.
Ricorda come quindici anni fa, quando ancora il M5S non esisteva, invitò a Bruxelles una delegazione del movimento No TAV: “Ho studiato il loro lessico, i documenti, e si vedeva già allora che avevano ragione”.
Alta velocità Val di Susa: perché è “una sciocchezza”
Chiesa critica soprattutto il progetto dell’alta velocità Val di Susa, definendolo “una sciocchezza inventata” da “bellimbusti usciti da Cambridge o dalla Bocconi” che ora popolano Bruxelles e Strasburgo.
Spiega che i numeri annunciati — come 800 milioni di tonnellate di merci che avrebbero viaggiato da Lisbona a Kiev — erano fantasiosi.
In tale contesto, la parola chiave alta velocità Val di Susa torna più volte: secondo lui non si trattava più di “alta velocità” sensu stricto ma di un gigantesco investimento per altri scopi, con costi stimati in circa 20 miliardi di euro, finiti “nelle tasche delle banche e degli imprenditori che imprendono con i soldi degli altri”.
Parla inoltre di “disastro ambientale” e “dissesto idrogeologico” come conseguenze inevitabili.
Anche dal punto di vista economico e della logistica, insiste, i dati reali (come quelli forniti dall’Autorità portuale di Trieste) mostrano che il traffico merci non passerà da Torino verso Lisbona, ma piuttosto verso nord-Europa da Trieste. Quindi l’opera appare inutile.
L’alta velocità Val di Susa non promette ricavi ma perdite di gestione, e peggiorerà la democrazia locale e nazionale.
Democrazia e partecipazione: il ruolo del movimento No TAV
Per Chiesa, il movimento No TAV e i 30 comuni della Valle di Susa rappresentano un “esperimento democratico di tipo nuovo”, non un semplice localismo.
Rimarca che coloro che dipingono questi attivisti come “campanilisti” o “egoisti” sbagliano: le loro proposte hanno valore nazionale.
Secondo Chiesa, se in Italia ci fossero “cento No TAV” la situazione politica, economica e morale del Paese sarebbe radicalmente diversa.
Il dilemma politico: alleanza e tradimento
Chiesa solleva interrogativi verso il leader politico Matteo Salvini: «Come può schierarsi con la “congrega dei furgoni” contro la verità e il popolo italiano?»
Accusa che dietro i movimenti giusti possano esserci correnti che manipolano, invitando gli italiani «a schierarsi con le madamine dietro cui si nascondono i corrotti».
Evoca un parallelismo con quando la maggioranza degli italiani andò a votare per il maggioritario convinta di difendere se stessa, e invece finì per “votare contro se stessa” – in buona parte per manipolazione.
Conclude: «Temo che questa potente congrega possa farcela anche oggi: costringere il M5S a recedere o vincere un referendum che sia contro gli italiani».
E aggiunge con amara consapevolezza: «I tempi sono incerti e spesso crudeli».
Ha ragione Chiesa, secondo lei?
